L’accesso dial-up è un collegamento a Internet che utilizza la Rete Telefonica Generale
(RTG):
è quindi una normale telefonata che però avviene fra due computer (il tuo e quello
del provider), anziché tra due telefoni. Tale modalità di accesso utilizza modem analogici
a 56 K oppure modem digitali
ISDN.
La maggior parte dell’utenza, probabilmente anche tu, si serve ancora dei cari vecchi
modem analogici a 56 K (o meno), che utilizzano lo standard V.90.
Un collegamento dial-up tradizionale può essere esemplificato nel modo seguente:
:: il computer A e il modem installati presso
l’utente;
:: il doppino, il modem e il computer B installati
presso i locali dell’ISP.
Fulcro di questo sistema è dunque il modem:
il termine sta per “modulatore/demodulatore”,
in quanto il dispositivo:
:: trasforma il segnale in uscita dal computer da
digitale in analogico (modulazione); :: lo spedisce sulla linea telefonica ed effettua la conversione inversa (dall’analogico al digitale:
demodulazione) per i segnali in arrivo.
È nel modem, quindi, che avvengono le due
conversioni, rappresentate nella Figura.
Le principali caratteristiche di un modem sono le seguenti:
:: La velocità di trasmissione massima va, a seconda
del tipo di modem, da un minimo di 14.400
bit/sec a un massimo di 56 Kbit/sec.
:: I tipi di linea di comunicazione che il modem
supporta possono essere sia linee commutate
analogiche sia linee dedicate analogiche, digitali
o ancora linee ISDN.
:: Vengono utilizzate tecniche di correzione degli
errori. Tali errori nel segnale trasmesso sono
dovuti a rumori e disturbi interni alle linee
analogiche. Solitamente sono impiegate tecniche
che contemplano anche il rilevamento dei dati
contenenti errori e la loro ritrasmissione.
:: Vengono utilizzati sistemi per la compressione dei
dati che permettono di ottenere velocità di
trasmissione effettive più alte. Comprimere
significa ridurre il numero di informazioni che il
computer deve trattare, salvando in questo modo
spazio su disco o risparmiando tempo nel caso di
una trasmissione.
Di solito, la compressione tende
a eliminare i dati ridondanti, ossia quelli che si
ripetono o che non vengono percepiti dall’uomo.
:: La trasmissione avviene in modalità full duplex,
termine indicante che la trasmissione dei dati
può avvenire contemporaneamente in entrambi i
sensi (ricezione ed invio) sulla stessa linea.
:: La trasmissione è di tipo seriale e può avvenire in
modalità asincrona o sincrona. Queste due
modalità stabiliscono come avviene la
trasmissione tra due modem e soprattutto come
fa un modem ad accorgersi dell’inizio e della fine
della trasmissione.
:: Il collegamento modem-computer avviene, nel caso
di modem esterni, tramite cavo seriale collegato a
una delle porte COM o USB del computer.
I modem interni invece occupano uno slot PCI.
La rete telefonica generale, che permette la
comunicazione tra due utenti, viene detta PSTN (Public Switched Telephon Network,
rete telefonica pubblica commutata), o
anche POTS (Plain Old Telephone Service). Questa Rete era all’inizio in
prevalenza analogica mentre ora è in prevalenza digitale; rimane analogico il
tratto tra la centrale telefonica e l’utente domestico, ancora sotto forma di
doppino in rame.
Ti sei mai chiesto come avviene “fisicamente”
la connessione?
Installato il modem,
un’icona sul desktop permetterà di avviare
il collegamento con un semplice doppio clic,
al quale seguirà una serie di operazioni:
:: il modem “solleva” la cornetta e, ricevuto il
segnale di libero dalla linea telefonica,
compone il numero dell’ISP per stabilire la
vera e propria connessione fisica;
:: si verifica quello che in gergo si dice handshake (“stretta di mano”) tra i modem;
i modem, in questo caso, si scambiano una
serie di segnali per verificare se la
comunicazione è possibile e stabiliscono il
protocollo da usare (in questa fase si sente
il tipico rumore del modem);
:: attraverso il protocollo selezionato, il modem
stabilisce un collegamento privo di errori;
:: il software dell’host esegue il protocollo di
login PPP.
A questo punto si è collegati alla Rete e la disconnessione deve essere volontaria.
Approfondimento Il tipo di accesso dial-up è a tutt’oggi ancora il più utilizzato e consente velocità che arrivano
al massimo fino a 57,6 Kbps in downstream e a 33,6 Kbps in upstream.
Spesso, si tratta di collegamenti free Internet, ovvero senza spese
di abbonamento (si paga solo il tempo di connessione); sono state proposte anche tariffe
flat, che prevedono il pagamento di un canone fisso mensile, senza limiti temporali, oppure
ci si connette a tempo attraverso schede che consentono di collegarsi per un numero predefinito
di ore.
In ogni caso, una volta collegati, non è possibile fare uso del telefono.
In ambito tecnologico, migliorare le prestazioni è assolutamente necessario:
spesso si
arriva al paradosso che un dispositivo, appena immesso sul mercato, è già superato.
Esageriamo? Non tanto.
Se da un lato stare al passo con la tecnologia può rivelarsi stressante
e terribilmente costoso, dall’altro esistono innegabili vantaggi.
Prendi Internet, ad esempio:
una buona alternativa all’accesso dial-up è stata
l’ISDN (Integrated Services Digital Network, Rete
Numerica Integrata nei Servizi).
È uno standard,
definito dal CCITT (Comitato Consultivo
Internazionale per la Telegrafia e la Telefonia), per
la trasmissione digitale di voce e dati attraverso
il cavo telefonico, come avviene per le trasmissioni
standard.
Si ottiene, quindi, un segnale
più pulito.
I vantaggi delle connessioni ISDN rispetto a
quelle analogiche tradizionali consistono
soprattutto nel poter raggiungere velocità maggiori
in upload e in download e nel poter telefonare
mentre si è collegati.
Una speciale borchia,
detta NT1, che viene collegata alla linea
telefonica, trasforma quest’ultima in una linea
digitale a trasmissione numerica, con tutti i
miglioramenti che conseguono a livello qualitativo rispetto alla trasmissione analogica.
Lo
schema di un collegamento ISDN ti viene mostrato nella Figura.
Un segnale digitale è molto meno suscettibile
agli errori rispetto a uno analogico. Per
questo, si dice che è più pulito.
Ricordiamo
la differenza fra informazione analogica e
digitale.
La prima è di tipo continuo, cioè
l’informazione è rappresentata da un
segnale variabile e continuo.
La seconda è invece di tipo discreto, ossia
l’informazione è rappresentata da valori (0
e 1, chiamati bit) distinguibili tra loro in
maniera non ambigua (discreti). La codifica
digitale trasforma qualsiasi tipo di dato
in una successione numerica che potrà
essere memorizzata o elaborata.
L’accesso ISDN può
essere di due tipi:
:: Accesso base, viene normalmente utilizzato dall’utenza domestica e dalle piccole e medie
aziende. Sfrutta il cablaggio in rame già esistente e consente di disporre di due canali digitali,
chiamati B, per la trasmissione con una velocità pari a 64 Kbps ciascuno, sia in invio sia in
ricezione, della voce e/o dei dati. Inoltre, è presente un terzo canale, denominato D, a 16 Kbps,
che serve a trasportare altre informazioni relative alla rete (per esempio, il numero di telefono
che sta chiamando, il costo della telefonata ecc.).
In realtà, il flusso complessivo di dati, sia in
trasmissione sia in ricezione, è di 160 Kbps e, oltre ai tre canali, si registra anche una notevole
ridondanza di segnali.
I due canali digitali possono essere usati separatamente (ad esempio,
quando si è connessi a Internet e contemporaneamente si sta telefonando) oppure insieme,
formando in tal modo un unico canale in cui le informazioni viaggiano sia in invio sia in
ricezione a velocità doppia (128 Kbps), pagando però il costo di due telefonate.
Quindi, quando
si fa una telefonata, si utilizza sempre uno dei due canali mentre, quando ci si collega alla
Rete, si può decidere se utilizzarne uno solo o entrambi. Per avere questa possibilità,
comunque, il server a cui ci si collega deve supportare un particolare protocollo denominato Multilink PPP.
:: Accesso primario, utilizza i cablaggi in fibra ottica (per chi li possiede).
Consente di avere a
disposizione 30 canali B oltre, ovviamente, al singolo canale D.